Zeman non si smentisce, bordate ad Agnelli e alla Juve: “Allo Stadium non si dovrebbe giocare…”

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La crociata di Zdenek Zeman contro la Juventus dura ormai da un paio di decenni. Il boemo non risparmia attacchi frontali alla “Vecchia Signora” e alla sua dirigenza praticamente in ogni sua intervista. Non fa eccezione quella pubblicata oggi dal Corriere della Sera in cui Zeman riprende alcuni suoi storici cavalli di battaglia, a partire dalle accuse di doping alla Juve che caratterizzarono la fine degli anni ’90. “Le accuse di doping? Erano in tanti a pensarla come me, ma nessuno si espose. Preferirono schierarsi col sistema“, esordisce il tecnico del Pescara che poi, ovviamente, cambia l’obiettivo e punta Luciano Moggi.

“Sì, è andato in Albania: nonostante ciò manipola giornali e tv italiane, senza considerare che influisce anche in diversi club. Non capisco come sia possibile, considerato che ha fatto fallire diversi club…”, questo il passaggio in cui accusa l’ex d.g. della Juventus. E ancora dei bianconeri parla anche in ottica Calciopoli e dei due scudetti conquistati sul campo dagli allora uomini allenati da Capelli e poi tolti dalla giustizia sportiva. Scudetti che fanno bella mostra di sé allo Stadium: “Bisogna rispettare le regole, anche io l’ho fatto quando mi hanno squalificato per tre mesi. E se Agnelli decide di esporli allo Stadium, vuol dire che allora non si dovrebbe giocare più in quell’impianto…”.