Continua la rivoluzione di Antonio Conte in Nazionale, nessun intoccabile e largo al rinnovamento. Ne aveva fatto già le spese Balotelli probabilmente per il suo profilo caratteriale. Adesso sembra la volta di una colonna della Nazionale, Gigi Buffon. Nonostante le ottime prestazioni del portierone bianconero, ricordiamo il miracolo contro il Chievo che ha permesso alla Juve di portare a casa la vittoria, Conte guarda avanti e sta scegliendo l’erede di Gigi in nazionale.
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Conte accolto da un nubifragio, ma anche da cori e applausi nel “suo” San Nicola si presenta alla sua prima conferenza stampa prepartita della sua nuova avventura:
Negli ultimi 40 solo 3 su 11 il ct all’esordio ha vinto… «Io sicuramente faccio gli scongiuri. A nessuno piace perdere, anche se in alcune occasioni partire con una sconfitta poi ha portato a vincere il Mondiale. Cerchiamo di iniziare bene, è un’amichevole contro una squadra forte, ma abbiamo voglia di fare delle cose fatte bene».
Come vivrai la vigilia? «Quello che mi auguro è dormire qualche ora in più. Ma quando non passo la notte insonne di solito mi vengono buone idee. Ci sarà mia moglie e mia figlia, un motivo in più per essere orgoglioso».
Sta emergendo la stua simpatia nei primi giorni di azzurro: questa cosa ti preoccupa? Ride «Il fatto della simpatia è un fatto relativo. Spero che i giocatori apprezzino il mio modo trasparente di essere, di una persona che preferisce dire una brutta verità piuttosto che una bella bugia. Cerchiamo di lavorare e non penso che ai calciatori che ho avuto risultassi antipatico, anche perché quando si vince di solito si crea una bella empatia».
Buffon ha ribadito due volte: Conte era l’unico che poteva farci avere risultati in tempi brevi. Perché secondo lei lo dice? «Mi auguro di non smentire Gigi. Questo è l’augurio più grande che io mi possa fare. E’ bellissimo sentire le parole del nostro capitano e un ex compagno di calcio giocato ed ex giocatore di club, significa che c’è stato qualcosa di importante. Il futuro della Nazionale passa dall’esperienza di Gigi, di De Rossi, di Pirlo, di Chiellini, di Barzagli: loro devono portare per mano i giovani verso la vittoria. Mi auguro che riusciamo tutti insieme a fare questo».
Che problemi ha Buffon? «Nessun problema. Questa notte ho dormito poco e qualcosina mi è frullata in testa. Domani solo sei sostituzioni e quindi Sirigu domani ha la possibilità di giocare tutto il matche e continuare a dimostrare quello che di buono ha fatto. Un altro sicuro che gioca 90′ è Marchisio. Poi cercheremo di ruotare nei ruoli dispendiosi: centrocampisti, attaccanti ed esterni».
Che coppia d’attacco ha in mente? «Ho trovato grande disponibilità da parte di tutti. MNi piace molto l’applicazione nel percepire l’idea e dopo soli tre giorni di allenamento vedere già applicati i miei concetti mi rende fiducioso. Domani affronteremo un’Olanda che è arrivata terza al Mondiale, un test probante e importante, non ci saranno cali di tensione. Sono contento che ci sia grande affluenza di pubblico, in un momento non facile per il Paese vedere che pagano il biglietto per la Nazionale ci riempie di responsabilità».
Quanto l’hanno aiutata gli juventini nell’istruire la squadra negli schemi? «Inizio con il dire che chi è qui, al di là del fatto di aver lavorato con me, è perché lo merita. Vediamo domani quale tipo di situazione andiamo ad affrontare come formazione. Non è detto che debba giocare chi ha già giocato con me. Ho giocatori disponibili che mi hanno dimostrato di essere in linea con le mie idee».
El Shaarawy esterno sinistro è una prova che ti incuriosisce? «Provato come punta, ha delle prospettive interessanti, ma anche come esterno, anche se dobbiamo lavorarci un po’ di più. Ma quello che mi lascia sereno è la voglia e la predisposizione dei ragazzi: ho trovato dei libri aperti. Mi auguro di continuare così».
Che effetto ti ha fatto tornare sul manto del San Nicola? «Mi ha fatto un bellissimo effetto. Tornare in questo stadio e in questi spogliatoi: un anno e mezzo bellissimo, vincendo un campionato in modo straordinario. Conservo gelosamente nel cuore: la prima vittoria da tecnico, ho lasciato degli amici e torno sempre volentieri, così come torno volentieri nel Salento e in tutta la Puglia. Orgoglioso di essere il primo ct meridionale».
Domani sera è più importante vincere giocando male o perdere ma fare passi avanti con il gioco? «Domani mi aspetto di vedere l’idea di calcio che vogliamo fare. Non sarà semplice perché in tre giorni non puoi costruire molto, però in sei allenamenti ho visto grandi margini di miglioramento sotto tutti i punti di vista, detto questo: perdere non piace a nessuno, vincere piace a tutti. Ma vincere non è facile, è per gente speciale e noi ci auguriamo di essere speciali fin da domani».
Che problemino ha El Shaarawy? «Una lieve distorsione articolare alla caviglia, ma si è sempre allenato, Niente di particolare, useremo tutte le precauzioni del caso, anche perché domani è un’amichevole».
Cosa la deluderebbe domani? «Non vedere il massimo impegno. Maglietta sudata al 95′: siate sicuri. E anche la mia camicia naturalmente (ride)».
Cinquamila spettatori è un risultato eclatante dopo un Mondiale finito così male: ha paura di tutta questa responsabilità e pressione? «Nel momento in cui ho deciso di diventare ct, l’unica cosa che ho pensato è che mi sarei preso una grandissima responsabilità e in un momento non facile. Tutti abbiamo una grandissima responsabilità nei confronti dell’Italia e dei nostri tifosi, perché voglia che l’Italia, a prescindere dal risultato, bisogna essere conscienti, avere grande orgoglio e senso di responsabilità nei confronti dei nostri tifosi. Quando scendiamo in campo dobbiamo sapere che alle nostre spalle c’è un intero Paese che tifa per noi. Ci sarà il massimo dell’impegno».
Quella di domani è un’amichevole di lusso, poi martedì si fa sul serio: cosa vuoi vedere in campo? «Voglio vedere quello che abbiamo fatto in questi tre giorni. Che quel lavoro venga portato in campo. Iniziare a vedere alcuni situazioni. Se vogliamo tornare a essere una squadra importante dobbiamo essere squadra. Questo è molto importante: dovremo trovare nel gruppo l’esaltazione del nostro talento, anche perché fuoriclasse non ne abbiamo in questo momento».
Cos’ha pensato durante il Mondiale vedere l’Olanda con la difesa a cinque? «Anche se la memoria non mi tradisce Van Gaal aveva già giocato con tre centrali all’Ajax. Non è questione di numeri e di sistemi di gioco: dipende con quanti giocatori attacchi, non dal numero di difensori o attaccanti, ci fermiamo ai numeri, ma i numeri sono effimeri e non dicono la verità. La domanda deve essere: con quanti giocatori attacca quella squadra?».
Pirlo: ha già pensato il modo che possa destabilizzare gli avversari quando non ci sarà lui? «De Rossi ha caraterristiche diverse da Andrea, ma stiamo parlando di un grande giocatore con caratteristiche fisiche, di interdizioni, ma anche di giocate importanti. Abbiamo Verratti che davanti alla difesa può crescere e nel futuro diventare un elemento importante per la Nazionale ma in quel ruolo da centrocampista centrale. Per il ruolo di centrocampista centrale siamo coperti, altrove dobbiamo trovare soluzioni».
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